Via libera dal Consiglio Regionale. Polverini: "Consegniamo al Lazio
gestione più moderna con ciclo integrato rifiuti"
Cari Amici,
dobbiamo tornare ad agire, più forti, più compatti e più numerosi di sempre. Domenica 4 dicembre ore 18.30 ASSEMBLEA CITTADINA presso la Cittadella
Ecumenica di via Taddeide.
Ci riuniremo per fare il punto della situazione e comunicarvi le prossime
importantissime iniziative.
Cominciate a spargere la voce fra i vostri contatti e non prendete impegni
per quella data.
Saranno presenti le più importanti realtà associative del paese: Sos
Discarica Riano, Riano No Discarica e Riano nel Cuore.
La Polverini ha deciso di presentare il piano rifiuti che ci condanna a
diventare la nuova Malagrotta, senza il vaglio della Commissione Ambiente
della regione, un nuovo colpo di mano al quale rispondiamo affiancando
l'iniziativa dei Verdi: ANDIAMO A PRESIDIARE il Consiglio Regionale del
Lazio.
L'assemblea del 4 dicembre sarà determinante per condividere le ragioni del
presidio e organizzare insieme questo fondamentale evento a cui partecipano
e aderiscono TUTTI in un'unione che DEVE fare la forza!
CI VEDIAMO DOMENICA
Cari Amici, Ecco una nuova iniziativa a cui aderire.
I nostri vicini di Sacrofano si stanno mobilitando attraverso una
particolare azione legale condotta volontariamente dall'avvocato Gianluigi
Barone.
Il ricorso ex articolo 700 del Codice di Procedura Civile avverso la
discarica. Che cos'è?
Si tratta sostanzialmente della richiesta - al giudice di competenza
territoriale - di un dispositivo d'urgenza che salvaguardi nell'immediato i
diritti di chi ricorre laddove sussistano oggettivi motivi di temere che,
durante il tempo occorrente a far valere i diritti medesimi per via
ordinaria (le azioni legali e i ricorsi già istituiti, n.d.r.), possa
concretizzarsi l'esecutività dei provvedimenti da cui si sente minacciato,
sussistendo presupposti di buon diritto per richiederne la preventiva
sospensione attuativa cautelare. In parole povere, il ricorso d'urgenza
vuole prevenire che, nel mentre la giustizia fa il suo corso con i suoi
tempi, la dichiarata emergenza rifiuti della capitale induca chi è stato
incaricato - ovvero il prefetto - a prendere decisioni immediate procedendo
con il piano lavori per l'approntamento della discarica.
Quanto alle spese del ricorso, lo studio legale Avv. Gianluigi Barone,
cittadino di Sacrofano, offrirà volontariamente la sua prestazione
professionale. Ci sono da affrontare le sole spese di istituzione del
procedimento (con gli usuali bolli e imposte), per sostenere le quali è
richiesto, al momento della sottoscrizione, un contributo volontario
pro-capite di € 1,00 (Euro Uno/ZeroZero). Quando e dove?
La raccolta delle firme avverrà domenica 4 dicembre dalle 10,00 alle 16,00
in piazza Ugo Serata a Sacrofano. Munitevi di un documento di riconoscimento
valido. (Presto organizzeremo una raccolta firme anche a Riano). NON LASCIAMO NULLA DI INTENTATO PER FERMARLI !
NB: L'azione legale suddetta non è sostitutiva degli ordinari ricorsi al TAR
presentati da vari soggetti (tra cui, come sappiamo il Comune di Riano e
l'Associazione cittadina Terranostra Riano ONLUS), ma segue un percorso
parallelo e offre ai cittadini uno strumento in più di tutela della propria
salute e dei propri interessi.
GRAZIE
Cari Amici,
L'amministrazione Comunale di Riano ci informa che sono state consegnate
oggi (24.11.2011) le firme al Presidente Della Repubblica Giorgio Napolitano
e, con esse, le lettere degli alunni della scuola.
Grazie
CARI AMICI,
scriviamo questa lettera aperta in quanto, in questi giorni di grande
concitazione, vediamo tanta gente salire sulle montagne russe delle
emozioni, in seguito a qualunque notizia buona o cattiva venga diffusa dagli
organi di informazione.
É necessario essere consapevoli che la battaglia sarà ancora lunga.
Non avevamo vinto ieri sera dopo il servizio delle iene e men che meno
abbiamo perso oggi, dopo la prima sentenza del TAR.
Questa storia passerà nei prossimi mesi attraverso innumerevoli strettoie
legali, segretissimi giochi politici e patetici tentativi di
strumentalizzazione. Dobbiamo essere tutti ben coscienti che la battaglia
potrebbe durare ancora mesi e che sarà necessario non farsi
logorare dall'alternarsi delle vicende, ma razionare le forze per dare il
proprio contributo fino alla fine.
É legittimo sognare di potersi svegliare domani con la situazione risolta, e
forse sarà così, ma allo stesso tempo prepariamoci ad un anno di impegno
importante.
In questo primo mese di lavoro (sembra passato un anno), abbiamo raggiunto
molti risultati importanti, sia in termini di organizzazione che di
visibilità sulla stampa ed in televisione.
Abbiamo ben chiaro qual é il percorso che c'é ancora da compiere e, in
questi giorni, stiamo lavorando insieme all'Amministrazione e al Comitato di
Coordinamento, per la costruzione di azioni comuni e quindi più forti da
implementare nelle prossime settimane/mesi.
Ci vediamo molto presto in un nuovo incontro SOS per condividere i prossimi
passi.
(24.11.2011) SOS discarica
UN PIANO RIFIUTI ZERO PER ROMA, NON
SEMPLICI “CHIMERE OLANDESI”
La situazione nel Lazio è oggi frutto di un
continuo pressing istituzionale basato tutto su un obiettivo usato in modo
strumentale da Polverini ed Alemanno: chiudere Malagrotta a fine anno e
prendersi il merito di averlo fatto dopo 35 anni di tacito assenso ed almeno
otto anni di patente illegalità.
Partiamo dal presupposto che Malagrotta doveva
chiudere con il “talquale” otto anni fa, quando è entrato in vigore il
Decreto legislativo 36/2003 a seguito di una precedente Direttiva europea
che escludeva il conferimento del “talquale” in discarica e che imponeva il
trattamento di preselezione per recuperare i materiali con alto contenuto
energetico come carta-cartone-plastica-legno ed il recupero e
stabilizzazione con essicazione della frazione organica.
Nonostante tutto sia il centrosinistra di
Marrazzo/Veltroni che il centrodestra di Polverini/Alemanno hanno pensato
bene di continuare a prorogare tale illegalità in barba alle proteste del
comitato e dei cittadini di Massimina e di tanti altri associatisi alla
richiesta, basandosi sulle capienze certificate da Cerroni che assicuravano
di non dover prendere decisioni impegnative oltre l'emissione di periodiche
Ordinanze di proroga di cui la Polverini ha fatto un uso smodato, ben
quattro in due anni. Una scelta di inerzia scellerata e perseguita sino
all'ultimo, salvo il timido “esperimento” di Veltroni nella raccolta porta a
porta confinata a quattro limitati quartieri comunque coronato da successo,
ignorando volutamente che sin dall'entrata in vigore del Testo unico
ambiente Legge 152/2006 che il trattamento dei rifiuti urbani è soggetto ad
una rigida gerarchia che prevede in ordine la Riduzione-il Riuso-il
Riciclo-il Recupero e solo di quanto avanza da queste quattro fasi consente
lo Smaltimento in discarica od incenerimento.
Ora prendiamo atto che a febbraio 2011 la
società Giovi srl ha inviato una nota alla Regione Lazio che individua, con
perizia tecnica del prof. Baruchello della Sapienza di Roma ed altri, la
ulteriore capienza residua in addirittura 6,5 milioni di metri cubi tra
indifferenziato tritovagliato -FOS - CDR- residui di vagliatura che di fatto
rappresenta una attestazione di capienza per almeno altri tre anni.Ammettendo
che il dato della Giovi srl possa essere stato sopravvalutato per esigenze
“casalinghe” penso che si possa convenire che ad oggi ci sia la capienza
sicuramente per altri due anni per il conferimentonon
certo del “talquale” madi
soli rifiuti preselezionati, di cui il Commissario dice di poter
disporre dei quattro impianti di Roma per un totale autorizzato di 930mila
tonn/anno oltre ad un quinto ma forse anche un sesto nuovo impianto che
soddisfi la necessità di Roma che oggi è pari a circa 1,4 milioni di tonn/anno
di “talquale” da trattare.
Se si vuole ottemperare alla infrazione
europea basterebbe fare questo, per il momento, senza aprire altre
discariche se non successivamente all'approvazione di un decente PIANO
RIFIUTI che ne pianifichi l'esigenza dopo aver avviato le famose quattro
fasi precedenti allo smaltimento.
Quindi di quale emergenza parliamo? Di quale
ottemperanza alla procedura di infrazione parliamo se non quella di far
funzionare effettivamente i quattro impianti di Roma (due di AMA e due a
Malagrotta che al momento funzionano al 50%) e di costruirne uno o due
aggiuntivi? In effetti Cerroni ed altri al TAR LAZIO hanno impugnato gli
atti pre e post-commissariali proprio su questo punto: non esiste alcuna
emergenza, esiste una storica inerzia ed incapacità istituzionale ma insieme
esiste la “soluzione Cerroni”: continuare a discaricare ed a incenerire nei
suoi impianti che da “benefattore di Roma” generosamente offre.
Quello che sembra sfuggire invece a tutti,
Cerroni compreso, è che questo ciclo di trattamento è ILLEGALE.
Lo stiamo dicendo da quattro anni e lo
ripetiamo ancora:il punto
non è l'emergenza di Roma o quella del Lazio, costruita a tavolino per
continuare a fare solo smaltimento, il punto è che noi chiediamo che si
rispetti la legge in vigore e si mettano risorse economiche, progetti
industriali, atti deliberativi conseguenti all'avvio della
prevenzione/riduzione, all'avvio della raccolta porta a porta spinta in
tutta Roma e Lazio, all'avvio di impianti di selezione/riciclo di
plastica-carta-metallo-vetro differenziati e di impianti di compostaggio per
la parte organica differenziata, alla modifica degli impianti di
preselezione del “talquale” per adattarli a selezionare altri materiali da
recuperare senza produrre CDR ( visto che non si sa neanche in quale
impianto bruciarlo).
Ora è bene chiarire, per chi stà proponendo
“chimere olandesi” in particolare, che l'esportazione dei rifiuti è ILLEGALE
oltre che eticamente INACCETTABILE proprio perché NON C'E' NESSUNA
EMERGENZA. Ma la cosa da evidenziare che risulta TOTALMENTE IGNOTA AGLI
“OLANDESI” è che nessuna nazione accetta i rifiuti “talquale”, infatti è
stato chiarito che per essere esportati questi rifiuti debbono essere
quantomeno TRITOVAGLIATI, in pratica sottoposti al cosiddetto “Trattamento
Meccanico Biologico” che farebbero COMUNQUE negli stessi impianti già
esistenti a Roma e nel Lazio. A QUESTO PUNTO SI CAPISCE CHE LA PROPOSTA NON
HA ALCUN SENSO.
L'esperienza di Napoli ha forse accecato
alcuni movimentisti che, ignorando la normativa in vigore che obbliga al
trattamento ENTRO I CONFINI REGIONALI e nel vano tentativo di lanciare una
proposta qualsiasi che scongiurasse l'apertura delle annunciate nuove
discariche, hanno dimenticato che Napoli è purtroppo l'eccezione avendo
vissuto una odissea interminabile e terribile che tutti hanno visto, ma che
a Roma non ci teniamo a ripercorrere. Napoli ha dovuto chiedere una Decreto
al presidente del Consiglio dei Ministri per ottenere la deroga eccezionale
giustificata dalla VERA EMERGENZA IN ATTO, così come ricordiamo che in
Campania è stato sospeso lo stato di diritto in materia di rifiuti ed è
stato autorizzato non solo l'incenerimento del “talquale” ad Acerra ma anche
la militarizzazione delle discariche e dei siti di trattamento, sottratti
persino alle normali procedure di controllo e monitoraggio in virtù della
gestione affidata alla Protezione Civile di Bertolaso.
Quindi non solo non esiste alcun
presupposto né normativo né tantomeno contingente per una proposta del
genere, che invece costituirebbe un alibi forse per ulteriori tentennamenti
da parte del sindaco di Roma Alemanno a dover APPLICARE LA LEGGE, chiedendo
alla sua collega Polverini i fondi necessari all'avvio del porta a porta ed
alla costruzione dell'impiantistica descritta (a basso costo industriale).
Dal punto di vista etico inoltre appare chiaro
che i rifiuti indifferenziati esportati (che per ora neanche da Napoli
partono per la complessità dell'iter autorizzativo) verranno selezionati ed
avviati ad incenerimento in parte per la produzione di energia termica per
il teleriscaldamento ed in parte per la scarsa energia prodotta, con
inceneritori del tutto simili ai nostri che produrranno polveri sottili
cancerogene e mutagene con gravi danni alle popolazioni locali di cui noi
saremmo comunque responsabili. Non accettiamo il principio del Not In My
Back Yarden (NIMBY) in italiano Non nel Mio Giardino, principio in virtù del
quale non condividiamo la semplice parola d'ordine NO DISCARICA NO
INCENERITORE a MALAGROTTA o RIANO o CORCOLLE o FIUMICINO in quanto non basta
dire NON QUI DA NOI se non diciamo NO DAPPERTUTTO e SI AL PERCORSO RIFIUTI
ZERO.
E quindi non accettiamo che IN NESSUN
GIARDINO VICINO O LONTANO SI BRUCINO RIFIUTI, per qualsiasi ragione ed in
qualsiasi condizione, perché I MATERIALI IN ESSI CONTENUTI SONO LE RISORSE
CON CUI POSSIAMO RIFINANZIARE un nuovo modello di occupazione locale ed un
nuovo modello di gestione sostenibile ad impatto zero nel Lazio. Se questo
non è ancora chiaro e si tende a vedere i materiali contenuti nei rifiuti
come un problema invece che come una risorsa da gestire, in una nazione
economicamente in ginocchio e che non ha certo risorse da regalare ai ricchi
olandesi, questo è il sintomo di quanto ancora lungo sia il percorso di
consapevolezza da fare anche all'interno di chi si vorrebbe porre alla testa
di una alternativa Rifiuti Zero che forse neanche ha interesse a conoscere
davvero.
CI IMPEGNAMO INVECE AD ANNUNCIARE A BREVE
UN PIANO OPERATIVO RIFIUTI ZERO PER ROMA, SULLA BASE DEL PIANO RIFIUTI
ALTERNATIVO E SOSTENIBILE GIA' ELABORATO DA “NON BRUCIAMOCI IL FUTURO”, CHE
METTA IN EVIDENZA LA CRONOLOGIA DI UNA FASE TRANSITORIA CHE PORTI ROMA ENTRO
UN ANNO AL 50% DI RACCOLTA DIFFERENZIATA. SARA' OVVIAMENTE NECESSARIA LA
VOLONTA' POLITICA ED IL PRESSING DEI CITTADINI PER RENDERE POSSIBILE UNA
PROSPETTIVA OGGI SEMPRE PIU' NECESSARIA VERSO RIFIUTI ZERO.
Il portavoce della RETE ZERO WASTE LAZIO Il
portavoce della RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO
CGIL LAZIO:
- Ha promosso questo incontro con la cittadinanza, i sindaci dei comuni di
Roma nord, i cittadini, coinvolgendo un esperto della materia, prof.
Borrelli;
- Sostiene i lavoratori delle cave, circa 100 persone fra diretti e
indiretti;
- Sostiene gli abitanti del territorio, i cui beni subiranno un
deprezzamento di almeno il 30% e la cui attività lavorativa sarà a rischio,
come dimostra l’esperienza di Malagrotta;
- Promuove un differente ciclo di vita, consumo, produzione, che si faccia
carico delle “tre erre”: RICICLO/RECUPERO, RIUSO, RIDUZIONE;
- E’ contraria alla scelta di Riano come “Malagrotta2”;
- Si sta attivando in sede politica per far valere le ragioni del
territorio.
SINDACO, ASSESSORE
ALL’AMBIENTE/RIFIUTI DI RIANO:
- Hanno promosso l’incontro con i sindaci di Roma nord, che avverrà in data
5 Novembre p.v.;
- Sono stati auditi dalla commissione parlamentare preposta per fornire
tutte le ragioni tecniche di contrarietà alla scelta da parte della
amministrazione;
- A breve riceveranno in loco i commissari per mostrare lorode visu il sito
ove sorgerà la discarica e quindi i motivi che non lo rendono idoneo, dal
momento che fino ad oggi sembra che i medesimi abbiano lavorato sempre “su
carta” (mappe);
- Auspicano che la cittadinanza di Riano si “differenzi” entro i prossimi
mesi dal resto della provincia di Roma, portando la raccolta differenziata
almeno dal 20 al 30% ed usando il sabato mattina gli spazi appositi per il
conferimento dei rifiuti ingombranti, in attesa che – superato il ricorso
pendente al TAR – sia possibile procedere con l’appalto alla società
vincitrice e quindi con la raccolta porta a porta
SINDACO DI CASTELNUOVO, IN
RAPPRESENTANZA ANCHE DEGLI ALTRI SINDACI CONVOCATI MA IMPOSSIBILITATI A
PARTECIPARE:
- Ha rivendicato i risultati in termini di raccolta differenziata di
Castelnuovo, pari all’80%, comune virtuoso nel Lazio;
- Ha sottolineato l’importanza di un coordinamento/aggregazione fra tutti i
sindaci di Roma nord, per costituire un volume ed una massa critica tali da
impedire lo schiacciamento che finora è avvenuto sui singoli comuni, perché
piccoli e quindi facilmente aggredibili, come ha dimostrato la “emergenza”
nomadi – collocati a Calstelnuovo – e come ora dimostra la vicenda della
discarica a Riano
ESPERTO AMBIENTALE, PROF.
BORRELLI:
- Ha ripercorso la storia di Malagrotta, da sito abusivo a discarica
temporanea a discarica da chiudere, in emergenza e quindi da chiudere dal
1999: il Lazio – ha ribadito il prof. Borrelli – <<è l'unica regione del
Centro-Italia in emergenza rifiuti dal 1999. Fino ad oggi non si è
intervenuto in maniera forte per risolverla. Quel decreto di
commissariamento fu firmato da Rosa Russo Iervolino, allora ministro
dell'Interno. […] La discarica di Malagrotta doveva essere chiusa dieci anni
fa e lavora in proroga. Non c'è un impianto efficiente che raccoglie il
percolato che è penetrato nel suolo, arrivando sino alla falda e
inquinandola>>;
- Ha evidenziato tutte le incongruenze relative alla scelta di Riano, a
partire dalla mancanza di uno studio che dimostri che quello è il sito
idoneo, proseguendo con il mancato recepimento delle direttive comunitarie e
quindi denunciando l’escamotage di effettuare questa operazione proprio
entro i termini del 31/12/11 stabiliti dalla comunità europea per la
presentazione di un piano per la gestione dei rifiuti, che di fatto non
esiste tanto che non è mai stato pubblicato sul web come prevede la
normativa;
- Ha denunciato il fatto che il sito di Riano è definitivo sebbene per
propaganda lo si taccia di essere provvisorio, perché altrimenti – come
suggerito dal presidente della provincia di Roma, Zingaretti – si sarebbe
optato per una piccola discarica sita in Roma; ergo, proprio il fatto di
collocare a Riano la nuova discarica, espropriando 92 ettari anziché gli 8
utili, dimostra quale sia la reale finalità; infine, se Riano fosse
provvisorio da qualche parte sarebbe scritto che Fiumicino è quella
definitiva, ma a Fiumicino insistono forti interessi economici di grandi
proprietari terrieri, un ospedale pediatrico ad un km. ed un’area
archeologica nelle vicinanze, ragion per cui nessuna discarica sarà mail
collocata in quell’area, né provvisoria né definitiva;
- Ha denunciato il fatto che i politici Romani non risolvono alla radice le
questioni, ma si limitano a spostare tutto in periferia (zingari,
prostitute, rifiuti);
- Ha denunciato tutte le criticità del sito di Riano, evidenziando in
particolare che per non produrre inquinamento nel terreno e nell’acqua, come
è accaduto a Malagrotta, dovrebbe essere sopraelevato per 30 metri,
lasciando quindi solo 30 metri per i rifiuti, il che lo renderebbe di nuovo
inidoneo;
- Ha sottolineato che il conferimento “tal quale” produce ipso facto
infrazione delle regole comunitarie, per cui occorre comunicare con
Bruxelles e metterli al corrente dell’apertura di una Malagrotta2 uguale a
quella precedente, in modo da far creare pressione dall’alto;
- Ha dichiarato esplicitamente che non vi è nessuna emergenza e che
Malagrotta potrebbe benissimo continuare per altri 3 anni, anni in cui
avviare la differenziata a Roma e contestualmente studiare assieme a tecnici
indipendenti (perché alti sono gli interessi economici e politici ed i
rischi di condizionamento) quale sia la migliore soluzione definitiva per
una nuova discarica che però rispetti le normative comunitarie;
- Ha chiesto al sindaco di interloquire con la CEE ma anche con i politici
regionali ed il commissario, per chiedere – qualora insistano per Riano come
scelta – che siano adottati tutti i trattamenti e le operazioni preliminari
richiesti dalle norma sia nazionali sia comunitarie
- Ha manifestato sconcerto per questo caso che ha definito unico ed
inverosimile, evidenziando di nuovo tutte le contraddizioni soprattutto da
un punto di vista tecnico-ambientale e di opportunità
PLATEA:
- Ha chiesto fermamente ai sindaci di operare in modo sinergico, di fornire
maggiori informazioni anche attraverso sportelli o siti internet;
- Ha ribadito la necessità di opposizione attiva e di contrasto da parte
della cittadinanza;
- Ha ribadito la necessità che il comune presenti immediatamente ricorso al
TAR;
- Ha ribadito la necessità di insistere sui rischi ambientali e per la
popolazione e sulla mancanza di un piano – peraltro obbligatorio – che
contempli tutti i rischi previsti (compreso quello relativo al traffico
dell’area su cui insisteranno 500-1.000 camion al giorno)
Il Prof. Borrelli aggiunge che la
discarica a Riano nascerebbe a meno di 1 KM. dal centro abitato,
contrariamente a quanto prevede la normativa CEE.
Appuntamento alle ore 9.30,
manifestazione contro la discarica. Si parte da via Taddeide per
raggiungere le vicinanze di Quadro Alto dalla via Flaminia
Oggetto:
Primo incontro comitato di coordinamente.
Cari
amici e concittadini, grazie per le vostre adesioni. Come già
annunciato ieri durante la seconda assemblea spontanea, questa sera
incontreremo i rappresentanti delle forze politiche e delle
associazioni presenti sul territorio rianese per cercare di
progettare insieme un’azione coordinata.
La necessità di mezzi e il numero di persone già
legate a queste realtà ci spingono ad un dialogo costruttivo.
Teniamo a dire però che la natura dei nostri incontri da cui è
emersa la volontà dei cittadini di agire in prima linea e sotto
nessuna bandiera verranno mantenute e costantemente ribadite. Ci
proponiamo inoltre l’obiettivo di affiancare, sostenere e
sollecitare, se necessario, l’amministrazione affinché proceda con
tempestività e urgenza attraverso le vie legali.
Speriamo già da domani di comunicarvi concrete
strategie di azione.
In ogni caso vi invitiamo a partecipare domattina
alle ore 10 al presidio che si terrà sotto la sede della regione
Lazio in via della Pisana durante la discussione della legge
popolare presentata da “non bruciamoci il futuro”.
10 ottobre 2011 - Grazie
Ps: vi ricordiamo che il primo strumento di lotta è
la diffusione delle informazioni, vi preghiamo dunque di dare questo
indirizzo a tutti i vostri contatti e di suggerire la pagina
facebook.
TUTTE LE NOVITA' SULL'EMERGENZA DISCARICA DAL SITO DEL
COMUNE DI RIANO
Presa
Diretta.
Rifiuti Zero - Tana per la Polverini. Non hai potuto vedere la
trasmissione del 22.01.2012?
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