Commento all'articolo "E io pago..."

Gaetano Baruffa says:
luglio 27th, 2009 at 13:53

Per quanto concerne la situazione di “Colle del Fagiano”, vorrei che si accertasse quanto
segue e se ne desse notizia sul Web ai cittadini:
1) nel 2007 è stato conferito incarico per la redazione di un progetto esecutivo concernente
le opere di urbanizzazione primaria a “Colle del Fagiano”?
2) se sì, a chi è stato dato l’incarico e in esito a quale procedura?
3) se sì, l’incarico è stato adempiuto; il progetto è stato consegnato?
4) all’eventuale consegna di tale progetto è seguita ulteriore attività amministrativa?
5) quale ditta o quali ditte e con quale procedura ha/hanno ricevuto appalti per
la realizzazione degli affrettati lavori preelettorali di asfaltatura dei quali
parla Bannoni nel suo articolo?
Nella speranza di una risposta, invio i miei migliori saluti.

Angela Montereali says:
agosto 5th, 2009 at 10:46

Egr.Sig. Baruffa,
La ringraziamo per il Suo intervento sulla situazione di “Colle del Fagiano”.
Ci attiveremo quanto prima per reperire il maggior numero di informazioni a riguardo.
Cordiali saluti,
Angela Montereali

 

Commento all'articolo "Video riprese dei Consigli Comunali"

Gaetano Baruffa says:
agosto 18th, 2009 at 10:47

Premesso che concordo con il punto di vista espresso nell’articolo circa la liceità
delle audiovideoriprese delle sedute consiliari per finalità di pubblica documentazione,
faccio notare che, a mio avviso, non è pertinente il riferimento al decreto legislativo
n. 150 del 2000, in quanto questo testo normativo disciplina le attività di informazione
e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, e cioè
poste in essere dalle pubbliche amministrazioni, così come definite dall’art. 1, 2° comma,
del decreto legislativo n. 29 del 1993, al quale rimanda l’art. 1, 2° comma, del decreto
legislativo n. 150 del 2000. Di conseguenza, il d. lgs. 150/2000 non riguarda le attività
d’informazione e di comunicazione poste in essere da un soggetto di natura privatistica, come il mov
il movimento politico “Capena Anno Zero”.
Il riferimento al d. lgs. 150 del 2000 sarebbe appropriato nel caso in cui il Comune stesso
provvedesse a dare pubblicità online alle sedute consiliari.
Il dato normativo fondamentale è rappresentato dalla pubblicità delle sedute consiliari,
la quale non può non implicare la divulgabilità delle relative immagini.
Evidente è la pretestuosità del riferimento, da parte dell’Amministrazione,
ad un mero parere formulato con riguardo ad una fattispecie del tutto diversa,
e cioè a quella di un cittadino che riprende la seduta per finalità private.
provvedesse a dare pubblicità online alle sedute consiliari

Gaetano Baruffa says:
agosto 18th, 2009 at 11:00

Se è clamorosamente errato, come si rileva nell’articolo, qualificare nome e cognome come
“dati sensibili” ai sensi della normativa sulla privacy, la presa di posizione
dell’Amministrazione in persona del Sindaco appare ancora più pretestuosa se si pensa
che nomi e cognomi dei componenti le commissioni consiliari permanenti sono
stati pubblicati sul Vs. sito, senza che la cosa, a quanto si sappia, abbia dato
luogo ad alcun rimarco.
E’ facile immaginare – e l’Amministrazione credo ne sia consapevole – che
i soggetti interessati a visionare le sedute del Consiglio Comunale non
facciano parte della “maggioranza silenziosa” che ha voluto beneficiare la
formazione dei soliti noti con 2028 voti alle ultime elezioni.
Non sembra che questa maggioranza della popolazione,
che nel 2004 era di 2527 voti, dia segni di vita tra un turno elettorale
e l’altro: forse pensa che alcuni preferiscano nel popolo un atteggiamento di prudente chiusura
nel proprio privato e certamente non ha interesse alla pubblicità
delle sedute consiliari, a differenza dei simpatizzanti e sostenitori
di altre liste.
dia segni di vita

La Redazione says: Your comment is awaiting moderation.
agosto 27th, 2009 at 19:43

Gentile Baruffa, il nostro richiamo alla legge 150 non aveva lo scopo di far elevare il Movimento Capena Anno Zero ad Ente pubblico, ma è necessario per far capire che i lavori consigliari sono pubblici e che quindi possono essere visti da tutti. Se il servizio di video riprese fosse fatto dal Comune ben venga per noi e per tutta la cittadinanza (e in questo caso il Comune rientra nella disciplina della 150), in caso contrario è giusto, come Lei ben evidenzia, il nostro comportamento.